La Donazione di Cornea

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  • Cosa è?

La donazione di cornea è un atto di grande valore morale e sociale. Un gesto semplice e gratuito, un estremo atto d’amore che aiuta a migliorare la vita di una delle 10.000 persone che, ogni anno, necessitano del trapianto di cornea in Italia.

  • Chi può donare le cornee?

Tutte le persone fino a 85 anni di età, anche se con problemi alla vista.

  • Come si manifesta la volontà di donare?

Nei 4 modi stabiliti dalla Legge N° 91/1999:

1)     compilando il tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio 2000

2)     registrando la propria volontà presso la ASL o presso il proprio medico di famiglia

3)     scrivendo una dichiarazione di volontà

4)     compilando la tessera di un’Associazione che sostiene la donazione di organi e tessuti

  • E se la volontà di donare non è stata espressa in vita?

In questo caso la decisione, al momento del decesso, spetterà ai familiari. L’assenso dei familiari è, comunque, necessario anche nel caso in cui la volontà di donare sia stata manifestata in vita.


Riferimenti normativi

Il prelievo dei tessuti oculari su donatore cadavere viene eseguito, sia in ambito nazionale, sia in ambito europeo, conformemente alle normative che regolamentano tutte le attività inerenti il banking tissutale. In particolare, si fa riferimento alla Direttiva Europea 2004/23/CE del Parlamento europeo e del consiglio del 31 marzo 2004 che definisce “ norme di qualità e sicurezza per la donazione, l’approvvigionamento, il controllo, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani”.  La Direttiva 2006/17/CE del 8 febbraio 2006, che introduce le “prescrizioni tecniche per la donazione, l’approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule umani”,  sottolinea l’importanza della selezione e della valutazione del donatore, definisce i requisiti per il prelievo, fornisce indicazioni per l’accettazione di un tessuto in una Banca. Le “prescrizioni in tema di rintracciabilità, la notifica di reazioni ed eventi avversi, le prescrizioni tecniche per la codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e la distribuzione di tessuti e cellule umani” sono definite nella Direttiva 2006/86/CE del 24 ottobre 2006. L’attività delle Banche di tessuti e delle strutture di prelievo Italiane operano secondo le norme di qualità e sicurezza dettate dalle Linee Guida emanate dal Centro Nazionale Trapianti, formulate in recepimento delle direttive europee suddette e della legislazione vigente in Italia (L. N° 301/1993, Decreto N° 582 del 22/08/1994 e L. N° 91/1999, Accordo Stato – Regioni, DLgs 191/2007 e DLgs 16/2010 e s.m.i.).

L’atto chirurgico del prelievo deve essere preceduto da una attenta selezione del donatore, al fine di garantire che sia ridotto al minimo il rischio di trasmissione di patologie al ricevente se i tessuti donati, definiti idonei e certificati dalle Banche degli Occhi, saranno destinati al trapianto. L’idoneità del donatore deve essere certificata da una figura medica, su apposita modulistica, con una check-list che attesti l’assenza di criteri di esclusione assoluta dalla donazione, l’anamnesi patologica e sociale del donatore, l’avvenuta ispezione fisica sul donatore; l’idoneità sierologia può essere certificata solo dopo avere eseguito un prelievo ematico sul donatore ed avere accertato la negatività dei test per Anti-HIV, Anti-HCV, VDRL o TPHA, HBsAg, Anti-HBs, Anti-HBc e Tri-NAT HBV, HBC, HIV.